Forum online

courtesy Francesco Scarlata

Dal 10 maggio su http://www.forumartecontemporanea.it/

Forum online plenario: 30 maggio 2020

Alla vigilia dell’inizio della nuova fase di emergenza sanitaria il Forum dell’arte contemporanea italiana ha emesso un comunicato in cui si interrogava sul futuro dell’arte nel nostro Paese, sulla capacità operativa delle grandi istituzioni museali e teatrali, sulla sopravvivenza del circuito non profit, vitale e indispensabile per la ricerca artistica contemporanea, e soprattutto sulla posizione degli operatori dell’arte: artisti, curatori, critici, galleristi, educatori, tecnici. Attori indispensabili per la sopravvivenza di un comparto di enorme portata per la vita culturale, sociale, economica del paese.

Il vuoto distopico di musei senza opere, biblioteche senza libri e teatri silenziosi sembra almeno in parte confermarsi come una allarmante realtà nel momento di questa iniziale ripresa delle attività. Il termine artisti, nel lessico di politici e funzionari, sembra riferirsi per lo più agli artisti delle arti sceniche. Se il mondo dello spettacolo dal vivo si è dimostrato capace di richiedere e ottenere alcune risposte concrete alle proprie istanze, quello delle arti visive rimane ancora negletto nelle manovre di rilancio delle economie culturali.

In un confronto aperto con un ampio ventaglio di interlocutori, il Forum dell’arte contemporanea propone quindi un dibattito per elaborare proposte da mettere su un tavolo di discussione con le amministrazioni pubbliche, che permetta l’auspicata attuazione di politiche di sostegno urgente e di difesa sul medio e lungo periodo di competenze e saperi messi sotto scacco dall’attuale contingenza e dalla debolezza strutturale del sistema artistico italiano.  

Un Forum online sta per aprire i lavori, con le seguenti modalità:

  • Lo svolgimento di sei tavoli di lavoro della durata di circa tre settimane, composti da artisti, curatori, direttori di istituzioni artistiche, studiosi e operatori del settore e non.
  • Un blog aperto per raccogliere interventi coerenti con il dibattimento e contribuire ai lavori dei tavoli su:  https://forumartecontemporanea.wordpress.com/
  • Un’assemblea plenaria online, il 30 maggio, che raccoglierà le proposte elaborate nei tavoli di lavoro e sarà aperta a interventi.

Il formato di questo Forum emergenziale ribalta il modo di condurre la discussione rispetto alle edizioni precedenti, grazie a un dialogo esteso nel tempo, svolto tramite i tavoli e il blog, dove sarà visibile l’evoluzione della discussione.

I sei tavoli, con un carattere trasversale, affrontano diversi temitenendo presente l’urgenza di sfruttare questo momento di crisi per avviare un cambiamento strutturale del mondo dell’arte in Italia.

Il blog è interattivo, permette di inviare contributi e seguire i tavoli di lavoro.

Le tematiche che affrontate nei tavoli sono le seguenti:

1. Dalla città creativa alla città della cura, proposte per nuovi paradigmi relazionali (coordinato da Pietro Gaglianò e Institute of Radical Imagination rappresentato da Marco Baravalle e Emanuele Braga)

A partire dagli effetti di questa crisi sulle economie immateriali e sulle relazioni sociali, il tavolo si concentra sul superamento dell’economia dell’evento per sganciare l’arte dalle logiche del consumo e dalla rendita immobiliare e connetterla alla cura, alla pratica e all’immaginazione di nuove forme di vita in comune. Questo impone una critica del modello di mobilità del mondo dell’arte neoliberale e il ricentramento dell’abitabilità dei luoghi e dei temi della pedagogia radicale.

2. È il momento di trasformare l’Italian Council in ente autonomo e a sostegno continuativo. Gruppo di lavoro orizzontale sulla ridefinizione dei campi della ricerca e della produzione artistica e degli strumenti per sostenerle (coordinato da Matteo Lucchetti e Valerio Del Baglivo)

Ripensare collettivamente e orizzontalmente la definizione di “ricerca e produzione artistica” in prospettiva di interdipendenza delle discipline, inclusione sociale, equità di genere, e superamento delle strutture patriarcali. Vogliamo immaginare nuove forme di sostegno pubblico attraverso un ripensamento dello strumento “Italian Council” come ente autonomo e a sostegno continuativo, anche alla luce di uno scenario post-Covid19.

3. La cosa pubblica: diritto e necessità. Quali prospettive per le istituzioni artistiche? (coordinato da Anna Daneri e Lorenzo Balbi)

Artisti, rappresentanti di musei, fondazioni ed enti non profit saranno chiamati a confrontarsi trasversalmente per discutere le strategie e i programmi futuri e delineare proposte per finanziamenti e modelli di sostenibilità applicabili, attivando un confronto con esperienze internazionali.

4. Nuovi “Istituzionalismi” indipendenti: ripensare il sistema della cultura e dell’arte in termini sociali, politici ed economici (coordinato da Neve Mazzoleni e Aria Spinelli)

Il tavolo proporrà modelli innovativi che rimettano al centro il ruolo economico, sociale e politico della cultura e nuove forme di dialogo tra enti, fondazioni e spazi indipendenti per permettere una nuova collaborazione e mutuo sostegno nella valorizzazione e promozione della cultura e dell’arte contemporanea.

5. Quale futuro per il mercato dell’arte? (coordinato da Adriana Polveroni e Cristina Masturzo)

Attraverso il confronto con i principali operatori del mercato dell’arte italiano, il tavolo raccoglie e coordina le proposte per un piano di sviluppo condiviso. Il mercato può e deve ripensare sé stesso, dando il proprio contributo anche da un punto di vista culturale – se è vero che mercato significa anche cultura – al più complessivo rinnovamento del sistema dell’arte.

6. Il lavoro nell’arte: se la normalità era il problema (coordinato da Francesca Guerisoli e AWI, Art Workers Italia rappresentata da Elena Mazzi)

Il tavolo si concentra sul riconoscimento professionale della categoria delle arti visive, definendo principi etici e strumenti operativi come basi per immaginare un orizzonte alternativo, fondato sulla sostenibilità e la dignità del lavoro.

Il fine di questo Forum è fare da cassa di risonanza alle varie voci degli operatori, talenti, esperti e professionisti del mondo delle arti contemporanee, ma ancora di più trovare e proporre delle soluzioni immediate e di medio-lungo termine alla crisi che sta investendo il comparto. Quindi i tavoli di lavoro cercheranno di bilanciare la necessità di ascolto delle varie proposte con il tempo necessario per tarare lo studio di fattibilità delle suddette. Il Forum dell’arte contemporanea italiana è un’organizzazione informale, composta da un board di coordinamento su base volontaria che si rinnova a ogni edizione. Gli incontri del Forum si organizzano a cadenza differenziata per indicare le problematiche dell’arte contemporanea italiana e contribuire a proposte fattive per migliorarne il funzionamento.

Il Forum online è supportato

In partenariato con

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info@forumartecontemporanea.it

7 commenti

  1. buonasera buona iniziativa , mi fa piacere leggere di questo forum con i suoi vari titoli , tutte le tematiche poste sono poco astratte ( io amo l’astratto artistico e molte volte anche quello della mia vita ) ma reali certo vanno affrontate per cercare nuove idee possibili soluzioni ,dove tutti possano confrontarsi , non si può fermare l’arte , lavoriamo tutti insieme o meglio proviamoci, saluti Giovanni Mangiacara artista curatore presidente di Connessioni Culture Contmporanee

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  2. Ritengo fondamentale lavorare con produzioni indipendenti giovani artisti. Io solitamente organizzo annualmente una Festa Dell’Arte su base progettuale. questo anno tenuto conto della straordinaria esperienza che stiamo vivendo e della scarsa attenzione rivolta alle arti visive, ho cominciato a progettare una mostra/eventi da remoto che faccia perno sul tema della relazione tra casa /città di fronte ai processi creativi. Cosa succede o/e è gia successo alle nostre creatività in uno stato di distanziamento sociale del quale non si vede la fine e la sofferenza connessa a tale condizione? credo che in questo delicato momento emotivo della società e nostro individuale, il ripristino di connessioni larghe che diventino elemento di reciproco sostegno possano essere elementi prioritari dell’azione culturale. Il confronto dei linguaggi , la interdisciplinarietà sono una possibilità speculare di un confronto di prodotti-opere e linguaggi e sia pure con le difficoltà da remoto comporta renda visibili i lavori degli artisti. Fare parlare gli studi e gli artisti, In una fase di trasformazione profonda del mondo,il “fare arte” subisce cambiamenti radicali. La scarsità di mezzi finanziari impone che vi sia una prima fase nella quale uno scambio di esperienze e storie personali,culturali,di formazione artistica consentirà all’arte e agli artisti soprattutto italiani penalizzati da un mercato dell’arte che si muove prevalentemente sui “grandi nomi” di rilanciare una provocazione creativa di grandi proporzioni ,un movimento dell’arte e nell’arte che si riappropri della energia vitale- che nonostante il virus- di tanti artisti giovani e meno giovani ma ricchi di senso di ritornare insieme sulla platea internazionale. La rivoluzione siamo noi -è stato detto .Ora è ancora una volta necessario ,a partire da questioni apparentemente poco rilevanti ma che a volte veri ostacoli a un rilancio del mercato dell’arte italiano su scala mondiale. Basti pensare che ancora manca una proposta di legge che riduca l’IVA sulla vendita delle opere e la defiscalizzazione totale delle donazioni dei privati per l’arte e la cultura in questo momento in grande affanno. Una misura è stata inserita nella emergenza Covid19 di Marzo 2020. Andrebbero chiariti i protocolli attuativi del provvedimento.
    Io mi fermo qui ma terrei molto a partecipare alla fase di elaborazione e delle tematiche necessarie al rilancio di un settore -arti visive- sempre più in difficoltà.
    Hannà Nassisi

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  3. Buonasera a tutti. Questa è certamente un’iniziativa necessaria, grazie per averle dato vita. Noto che tra i temi di discussione purtroppo manca l’accesso alle più svariate professioni dell’arte. Verrà affrontato?

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  4. Ho letto sul cellulare un articolo della Presidente di Christie’s Italia, che ora non trovo più, posto pertanto i my 2 cents qui. Le aste online diventeranno molte, lo sono già, è pertanto necessario creare dei siti aggregatori dell’offerta…

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  5. A mio parere bisogna ripartire dall’ABC in tante cose inerenti il mondo dell’arte contemporanea, a cominciare dal valore, quindi dai messaggi, trasmessi dalle opere, alla, ancor prima in assoluto, definizione stessa di cosa sia l’arte contemporanea. Se no non se ne cavano i piedi, se no non si capisce nemmeno bene cosa sia l’arte contemporanea.
    Fintanto che ci saranno in giro persone come Vittorio Sgarbi, stimabilissimo per il suo coraggio e per la sua preparazione sulla’arte antica, ma che purtroppo non ne azzecca una in altri contesti, ci sarà sempre una confusione deleteria. Sgarbi sostiene sempre e da sempre che tutta l’arte sia contemporanea, MA NON E’ COSI! C’è un’arte che travalica i tempi, certo, i secoli e forse addirittura i millenni, perchè ha a che fare col grande mistero che avvolge l’Uomo, ma ciò non significa che quell’arte sia contemporanea. L’arte contemporanea è quella che risponde ad uno dei vari interrogativi posti nella bellissima “Lettera agli artisti” di Papa Giovanni Paolo II, ossia: cosa si aspetta una persona davanti ad un’opera d’arte? E nella suddetta lettera si dice: “A contatto con le opere d’arte, l’umanità di tutti i tempi – anche quella di oggi – si aspetta di essere illuminata sul proprio cammino e sul proprio destino”. Ecco, l’arte contemporanea è solo l’arte che fa questo, che guarda almeno un pò, almeno ogni tanto, all'”attualità” (…) interrogandosi e dando interpretazioni del futuro dell’Uomo rispetto all’attualità che lo circonda (attualità intesa come qualsiasi epoca recente dove si rispecchino dei mutamenti in grado di incidere sull’Umanità, sul suo futuro, sul suo destino, come è ad esempio in maniera enorme questa crisi da Covid-19). La storia è in continuo divenire, quindi gli scenari proposti, immaginati dall’arte sul futuro dell’Uomo sono anch’essi sempre in divenire e va da sè quindi che le risposte ipotizzate dagli artisti 5 secoli fa siano diverse da quelle che possono ipotizzare gli artisti di oggi. La storia è un continuo flusso in divenire e così anche l’arte e l’arte contemporanea è quella che in qualche modo segue, sta al pari, con quel flusso.
    Poi, per le opere prodotte al giorno d’oggi, ma che non rispondono al citato interrogativo, che non danno interpretazioni del futuro, del destino dell’Uomo analizzando l'”attualità”, la contemporaneità, si potranno coniare altre definizioni: si potrebbe dire che sia arte attuale, arte del secolo tal dei tali (nel nostro caso magari del XXI secolo), arte di oggiorno, arte dell’oggi, arte del duemila, arte odierna, arte prodotta in data x, arte senza tempo, MA NON ARTE CONTEMPORANEA! Forse l’arte senza tempo, essendo appunto senza tempo, potrà anche considerarsi un sovrainsieme che comprende l’arte contemporanea, MA NON E’ ARTE CONTEMPORANEA, è arte senza tempo, ma che non ha i requisti suddetti, propri SOLO dell’arte contemporanea!
    Se non si comincia a chiarire questo punto di basilare importanza, non si capisce più nulla e come detto non se ne cavano i piedi da questa drammatica situazione, non si va da nessuna parte.

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  6. Se me lo permettete, aggiungerei inoltre che è ora di smetterla di parlare solo di giovani artisti. Parlerei piuttosto di artisti freschi, che hanno idee fresche, siano essi giovani o meno giovani .Non necessariamente un giovane artista è un artista fresco, con idee fresche appunto.

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